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sabato 5 ottobre 2013

L'auto dei sogni, economica e flessibile, ora si "monta" e si "scarta" in un ora. Arriva l'auto fai da te, l'auto che si adatta a tutte le esigenze.







Questa storia ha dell’incredibile, ma è vera. Arriva la prima autovettura ‘fai-da-te’, che implica un incredibile risparmio, e che si configura come un open source vehicle

Per credere davvero a certe storie, e ancora di più per viverle, occorre essere dei bambini. O, in un certo senso, esserci rimasti dentro. Come quando giocavamo alle macchinine e con la bocca facevamo broom-broom e ci emozionavamo. Ecco questa è la stessa storia, solo che la macchina stavolta è vera: si chiama Osv, che sta per “open source vehicle”. 

La Osv è una via di mezzo tra auto e scooter, ed è affiliata al mondo digitale dal momento che il suo progetto è pubblico. Sulla carta, anzi sul web, chiunque può scaricarlo e costruirsi un’automobile.

A tutti gli effetti, dunque, Osv è la prima vettura ‘fai-da-te’. Arriva a casa in quattro pacchi facili da trasportare e in un’ora si monta e si può partire. Le prime sono state già montate. 

L’auto ‘fai-da-te’, idea scaturita da un incontro dei due ingegneri in Taiwan, è un’auto che segue il trend Ikea. Per montarla, come per i mobili della multinazionale svedese, servono cacciaviti e bulloni. Il vantaggio? Costa soltanto duemila euro, escluso il motore. Si ottiene tramite l’assemblaggio dei pezzi già esistenti sul mercato ed è dunque flessibile e versatile.

Un altro vantaggio è costituito dal fatto che la vettura ‘fai-da-te’ può vantare una vasta gamma: può essere una vettura a due ruote, a tre, a quattro, un fuoristrada, una golf car, ma anche una city car. E’ dunque altamente personalizzabile e chiunque può costruirsela.
Per la prima volta sarà montata venerdì mattina, al palazzo dei Congressi di Roma, in diretta web, in occasione della Maker Faire, la grande festa mondiale degli inventori.

A creare la prima automobiel open source sono stati due ingegneri. Uno dei due, Ampleio Macchi, è un ingegnere meccanico di Varese che ha cinquantotto anni ed un’esperienza lunghissima nel mondo dei motori per le moto.

Il secondo dei due ingegneri, Francisco Liu, ha sessantaquattro anni ed è nato a Macao. Ha una laurea in filosofia e fa la spola da una vita tra Cina e Italia. Le sue referenze, Pininfarina e Cagiva su tutte, sono ottime.

I due inventori di Osv non sono dei ragazzini ed anzi la loro esperienza garantisce sul fatto che questa vicenda non è solo un sogno o una sparata. Ampelio Macchi ha 58 anni, è un ingegnere meccanico di Varese ed è un mago dei motori per moto: «Dopo aver vinto 51 titoli mondiali ho deciso che volevo tornare a casa per stare vicino a mia figlia e lavorare su qualcosa di davvero utile» racconta nel quartier generale di Osv in Italia, il primo piano di un capannone industriale vicino al golf club di Busto Arsizio (al piano terra c’è un meccanico...). 

Il progetto “davvero utile” era il sogno dell’altro protagonista di questa favola, Francisco Liu, nato a Macao 64 anni fa, laureato in Filosofia a Hong Kong e da quarant’anni pendolare fra l’Italia e la Cina. Nel suo curriculum si dice che ha portato la Nutella ai cinesi, e poi ha collaborato a lungo con la Cagiva per le moto e con Bertone, Pininfarina e Giorgetto Giugiaro, campioni riconosciuti del design industriale e per auto. È in questo contesto che gli viene l’idea della mobilità del futuro: «Per non sprecare energia e inquinare di meno per muoversi basta uno scooter a quattro ruote...».

Le vite di Ampelio e Francisco si erano incrociate tempo fa a Taiwan; quando si rivedono, recentemente, decidono che è venuto il momento di realizzare il sogno di «un’auto modello Ikea, immediatamente bullonabile» come la definisce l’ingegner Macchi. Per tenere basso il prezzo finale (duemila euro, senza motore) decidono di lavorare assemblando pezzi esistenti sul mercato, dove possibile, e quello che manca lo realizzano con una stampante 3D e se funziona lo fanno produrre in Cina, a Shenzhen. Il risultato finale è Tabby, “il primo pianale universale”: è il cuore di una Osv, totalmente versatile e flessibile, consente di assemblare facilmente vetture a due, tre, quattro ruote, city car, golf car ma anche fuoristrada volendo. Infatti può essere allungato o accorciato a piacere e poi ognuno può metterci sopra la carrozzeria che preferisce.



Dall’automobile di massa al veicolo totalmente personalizzato, questo passo assomiglia moltissimo a una formidabile applicazione della Terza Rivoluzione Industriale annunciata un anno e mezzo fa dal settimanale The Economist in copertina: “La prima rivoluzione industriale partì in Gran Bretagna nel 1700 con la meccanizzazione dell’industria tessile e la nascita delle fabbriche, era il senso dell’analisi; la seconda agli inizi del ‘900 quando Henry Ford realizzò la catena di montaggio; ora tocca alla terza, la manifattura digitale, spinta dalle stampanti 3D e dalla cultura del fai-da-te rilanciata dalla rete”.

Se Osv funziona, nelle intenzioni degli inventori, questa idea è destinata a cambiare per sempre il mondo dell’auto. 

Spiegano: «Chiunque potrà costruirsi il proprio veicolo personalizzato: produttori, aziende automobilistiche e motociclistiche, ma anche designer, makers e appassionati ». Non serve una fabbrica, basta un garage, quella che chiamano “one-room factory”. Le applicazioni possono essere infinite: solo in Italia ci sono centinaia di centri stile specializzati nel progettare carrozzerie fantastiche e che oggi soffrono la crisi tremenda del settore dell’auto che per questo ha smesso di chiedere progetti. Ma un mercato potenziale Macchi e Liu lo vedono anche in Africa «dove 320 milioni di persone sono tagliate fuori dai trasporti e per questo hanno ostacoli continui per frequentare le scuole, per curarsi negli ospedali, per fare impresa». 

Africa One potrà portare fino a quattro passeggeri e costerà meno di quattromila dollari, motore compreso. Il motore infatti è l’altro capitolo della storia, quello ancora da terminare. C’è in vista un motore ibrido ancora in fase di sviluppo: è questo il regno di Ampelio, che va molto fiero del motore ibrido integrato (questo sì, brevettato: IHE) nel quale ha riversato l’esperienza di una vita di vittorie nel motomondiale. Per avere il motore in produzione bisognerà aspettare un anno, ma il pianale di Osv c’è già «ed è compatibile con tutti i tipi di motore» (a scoppio, elettrico, ibrido): domani, dopo la presentazione mondiale il progetto sarà scaricabile dal sito ufficiale; e sarà subito possibile anche fare ordinazioni.






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