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lunedì 23 settembre 2013

E' possibile vivere senza spendere nulla ? Scambia gli oggetti che non usi più. Tutto si riutilizza tutto si scambia e niente si butta !



Vivere senza spendere nulla e quindi vivere senza lavorare. Per molti un sogno ma la tedesca Heidemarie Schwermer lo sta facendo da 15 anni e con grande successo.

Heidemarie Schwermer e’ una donna tedesca che ha deciso di vivere senza soldi. Vive in modo dignitoso, non e’ una barbona e ottiene tutto quello di cui ha bisogno attraverso scambi e baratti.


Heidemarie ha fatto suo il concetto di ricchezza di molte popolazioni africane. Spesso non esiste un modo di tradurre “ricco o povero” nelle lingue africane perché il possesso materiale non e’ una caratteristica che veniva tradizionalmente misurata e usata per comparare due individui. Manca la parola perché manca proprio il sentimento, il concetto, l’idea. Si dice che e’ “ricco” chi ha molti amici. E’ attraverso la rete sociale che si distribuiscono i beni e l’assistenza. Chi ha molti amici se la cava sempre, in un modo o nell’altro.

Heidemarie, invece di dedicare il suo tempo a lavorare per guadagnare soldi con cui comprare le cose, usa il suo tempo per stringere relazioni da cui ottiene tutto ciò di cui ha bisogno. Gli altri non le fanno la carità, lei offre in cambio il suo tempo, la sua professionalità e si adatta anche a mansioni umili.
Quando ha deciso di dar via casa, mobili e averi per vivere “leggera”, e’ vissuta spostandosi di casa in casa, occupandole in assenza dei proprietari e guadagnandosi il pane da “ragazza alla pari”.

Heidemarie ha fondato un gruppo di scambio a Dortmund, sullo stile delle banche del tempo. Nel libro parla a lungo delle dinamiche psicologiche che intercorrono tra i membri di questi gruppi, in particolare spiega come sia difficile “umiliarsi” a chiedere agli altri le cose di cui si ha bisogno e di come molte persone si iscrivano a queste banche non per scambiare oggetti, azioni o competenze, ma per ottenere contatti umani.

E’ umiliante chiedere i prodotti in scadenza in un negozio biologico, ma se vuoi mangiare bio e non vuoi usare i soldi, allora puoi mettere da parte l’orgoglio e pensare allo stomaco. In cambio dell’accesso a internet, Heidemarie fa le pulizie in un Internet caffè.

Il libro in cui si racconta, con momenti di sconforto, grandi vittorie e crisi spirituali e’ edito da AAM Terranuova, stampato su carta riciclata al 100% e costa 13 euro (oggi lo potete trovare a 11 euro su AMAZON !!!).



» Il sito (in tedesco) di Heidemarie Schwermer
» Intervista a Heidemarie Schwermer su AAM Terra Nuova

Per vivere gratis o quasi in Italia è nata anche una community on line. Si tratta di zerorelativo: un gruppo di oltre 15.000 utenti che usano internet per scambiare oggetti e servizi, per il baratto, per ospitarsi reciprocamente.

Su questo sito potete mettervi in contatto con gli utenti che vogliono riciclare e scambiare i loro oggetti, utilizzando la prima forma storica di commercio, il baratto. ZeroRelativo non guadagna nulla da queste transazioni e l'utilizzo del servizio è gratuito. Gli utenti che utilizzano il sito non guadagnano nulla se non l'oggetto di scambio. L' idea è quella di ''Ridare spazio'' ad una forma di commercio che non prevede l’uso di denaro.

A Torino invece l’associazione ManàManà promuove le giornate senza denaro: ci si trova in piazza portando tutto quello che si vuole e si dà vita ad uno scambio alla pari. Senza soldi.

A novembre molti bed & breakfast italiani italiani aderiranno alla settimana del baratto ospitando gratis o per meglio dire richiedendo un piccolo servizio. Si sa dipingere, sistemare le persiane, fare piccoli lavori nei campi? Si dormirà gratis e si darà in cambio il tempo e il lavoro. Poi ci sono esempi lodevoli di professionisti che offrono i loro servizi gratuitamente come gli avvocati di strada o i maestri di strada di Napoli.

Ogni mattina un utente del web si sveglia e sa che per risparmiare dovrà cercare qualcosa nella Rete:
un alloggio per una vacanza, un corso di inglese o una nuova cassettiera.
Ogni mattina un altro navigatore si sveglia e sa che può offrire qualcosa: un passaggio in macchina, i vecchi vestiti del figlio o un prestito di qualche migliaio di euro.

Si chiama consumo collaborativo: l'insieme di tutte quelle attività economiche, dal noleggio al baratto al prestito che avvengono condividendo oggetti o prestazioni attraverso il web, gratuitamente o abbattendo i costi di mediazione.
E che in tempi di crisi può fare la differenza, perché condividere fa bene al portafoglio di tutti.

1. Riciclare ciò che non si usa più
Zerorelativo.it è la via italiana al baratto 2.0. Il luogo virtuale dove scambiare a costo zero oggetti che non usiamo più, ma che possono servire da qualcun altro. Può vantare 26 mila iscritti in nemmeno sei anni di vita e oltre 80 mila annunci attivi. Per la maggior parte si tratta di proposte di scambio, e poi qualche centinaio di regali e qualche prestito.
L'unico diktat è il divieto assoluto di usare il denaro. Ogni utente può postare il proprio annuncio e segnalare la sua lista di desideri, le offerte vengono inoltrate via mail. C'è anche la possibilità di ricevere gli aggiornamenti su un particolare barter (barattatore) o su un particolare oggetto. Dopo ogni scambio, inoltre, si può inviare un feedback sulla contro parte e consigliarla agli altri utenti e o segnalare comportamenti scorretti.
UNA VETRINA PER QUALSIASI OGGETTO. Su zerorelativo.it si può scambiare di tutto: dai computer all'attrezzatura fotografica, dall'arredamento a prestazioni e tempo. C'è chi offre di costruire siti web o aiuto domestico, chi propone massaggi shiatsu o lezioni gratuite di pasticceria. Qualcosa di simile a quello che succede in America con Skillshare: il sito ad hoc per chi vuole scambiare le proprie competenze.

PIÙ OFFRI PIÙ CREDITI HAI. Reoose.com, invece, è nato solo a settembre 2011, ma ha già una community di oltre 4 mila persone. Anche qui è possibile scambiarsi di tutto: dall'attrezzatura sportiva comprata in uno slancio di entusiasmo alla vecchia cassettiera che non si intona più con l'arredamento. Per postare annunci, basta iscriversi al portale e caricare una foto dell'oggetto che si vuole scambiare. A ogni offerta viene assegnato un valore in crediti, che tiene conto della tipologia e del valore dell'oggetto, e dello stato d'uso, ma non della marca.
Con la registrazione e con il completamento del proprio profilo, si possono ottenere fino a 10 crediti, così come invitando gli amici o condividendo gli scambi su Facebook e ovviamente vendendo i propri oggetti. Attenzione, però, chi non ha crediti non può scambiare, quindi in mancanza si deve ricorrere al normale circuito del denaro (1 credito vale 0,25 centesimi di euro).

2. In vacanza gratis con lo scambio di casa o l'affitto agevolato
Per chi non si accontenta del divano o del letto offerti dagli habitué del couchsurfing (www.couchsurfing.org è il portale che permette di scambiare ospitalità gratuita in tutto il mondo), c'è lo scambio di casa. Per un periodo limitato si intende, giusto per una vacanza o per un week end. Su Scambiocasa.it, filiale italiana della rete internazionale Exchangehome.com presente in 130 Paesi, si trovano migliaia di proposte, compreso lo scambio di camper o barche.
Il sistema che ha conquistato finora circa 2 mila italiani si basa sulla reciprocità e sulla possibilità di abbattere i costi della vacanza.
Per isciversi e ottenere l'assistenza clienti si pagano 32 euro per tre mesi e 84 per 12 mesi (il secondo anno è gratuito se non si fanno scambi nel primo). Ma anche chi non è iscritto può visionare le offerte attraverso la mappa o i menù destinazione della home page. E, per i più pretenziosi, c'è anche un portale dedicato alle case di lusso Homeexchangegold.com.
HOUSELINK.IT Il pioniere dell'house sharing in Italia è Homelink.it, piattaforma radicata in altri 70 Paesi. La quota di iscrizione per un anno è di 120 euro, per due di 220. Nel caso in cui si mettano a disposizione due case, scende a 50. Per evitare spiacevoli sorprese al ritorno dalla vacanza si può sottoscrivere un fondo di garanzia di 10 euro l'anno che copre eventuali danni fino a mille euro e anche un'assicurazione di 20 euro su eventuali incidenti che possano capitare a uno dei proprietari. Con altri 20 euro l'anno, infine, si può pagare qualsiasi intervento di manutenzione di emergenza.
ASSICURAZIONI ANTI FURTO. Un furto non è mai stato registrato, dicono dal sito, il rischio è piuttosto trovare la casa un po' sporca. Ma al ritorno dal viaggio il portale chiede di compilare un'apposita scheda di valutazione e gli utenti che perseverano nei comportamenti scorretti possono anche essere cancellati.
AFFITTO SENZA MEDIAZIONI. Per chi invece cerca semplicemente una stanza da B&B, c'è la rete di Airbnb.it, dove poter vagliare annunci di privati che affittano stanze o tutta la casa, senza mediazione. Nel 2011 l'utenza italiana è cresciuta del 946%. E a febbraio 2012 la piattaforma poteva vantare clienti in 19 mila città e 192 Paesi.
Il portale trattiene il pagamento per 24 ore dopo l'arrivo e alla fine del viaggio, come nella maggior parte dei sistemi di sharing, le due parti possono inviare il loro feedback: la recensione sulla loro esperienza.

3. Imparare le lingue in community
Livemocha.com è la più grande community online per imparare le lingue con il metodo della condivisione. L'idea è semplice e efficace: creare una comunità virtuale internazionale - finora 13 milioni di persone di 190 Paesi - e mettere in contatto chi vuole imparare una lingua direttamente con un madrelingua, disponibile a correggere esercizi e pronuncia attraverso l'interazione diretta (chat, video chat o usando Voip). Affiancata a test e esercitazioni di tipo tradizionale. E tutto gratuitamente, anzi no. Dalla fine del 2009, infatti, il sito è diventato in parte a pagamento. Le lezioni di base sono gratuite, ma per sottoporre gli esercizi orali a un native speaking ora si pagano 20 dollari al mese.
Il sito Babbel.com, finanziato anche dall'Unione europea, ha rilanciato offrendo corsi base di italiano, tedesco, spagnolo, francese e inglese a 12 dollari al mese, o a 6,62 dollari al mese per un impegno di sei mesi.
L'alternativa è Lang-8.com, una community nata in Giappone che vanta 38 mila fan su Twitter e riunisce utenti originari di 180 Paesi. Qui si basa tutto sull'incontro volontario, ci si può riunire in gruppi di apprendimento e ogni utente può pubblicare un diario in lingua e incontrare tutor che lo seguano passo passo e gli corregano prove scritte.

4. Ottenere prestiti o prestare denaro a tassi convenienti
Si chiama social lending o prestito sociale: un sistema di credito al consumo alternativo in cui prestatore e creditore si incontrano online con la sola mediazione di una finanziaria e con la garanzia di poter contrattare condizioni più flessibili di prestito rispetto a quelle delle banche. In Italia, Smartika.it offre micro-crediti di importo variabile tra i 1.000 e i 15 mila euro, mentre le somme investite dai prestatori vanno dai 100 ai 50 mila euro.
Ai richiedenti viene assegnato un rating in base alla loro storia creditizia e professionale. Su questo giudizio e sulla durata del prestito viene calcolato il tasso di interesse. Su un prestito di 5 mila euro si può pagare un tasso di interesse tra il 6,5 e il 10,5%, attualmente inferiore ai tassi di mercato. La piattaforma incassa l'1% annuo di costi di commissione.
Nel 2010 è nato Prestiamoci.it che propone prestiti a 12 e 36 mesi, con un limite massimo di 25 mila euro. Per classificare i richiedenti, Prestiamoci.it si affida alla banca dati Crif, una delle più utilizzate dagli istituti di credito italiani per monitorare le credenziali dei clienti, e a interviste approfondite e personalizzate. La piattaforma è inserita nel registro delle finanziarie di Bankitalia. Prestiamoci.it, inoltre, contribuisce per il 10% della somma dei prestiti.

5. Scambiare vestiti, scarpe e accessori (gratuitamente)
Risparmiare, in alcuni casi, non significa rinunciare alle tendenze. Swapclub.it si basa sull'esperienza di tutte le donne del mondo: trovare un'amica di gusti simili e stessa taglia è un affare. Il sistema anche qui è semplice: compilare un profilo con taglia, numero di scarpe e città di residenza e postare la foto del capo o dell'accessorio che si è disposti a scambiare e attendere: il sito selezionerà utenti con le tue stesse caratteristiche e che abitano nella stessa città.
Le richieste di scambio arrivano attraverso la messagistica interna del portale. Prima di accettare e spedire l'abito, si possono consultare le altre recensioni sull'utente. Allo stesso modo in caso di comportamento scorretto, si può segnalare direttamente agli amministratori chi ha violato le regole dello scambio. Se invece si ritiene l'altra parte particolarmente affidabile si può chiedere di diventare amici, creando una rete ristretta di contatti. Tutto in Swapclub.it si basa insomma sulla fiducia: è il bello e anche il rischio.

6. Barattare giocattoli e accessori per bambini
Swapcool.it serve a scambiare giocattoli e vestiti. Ma stenta ad avviarsi, pochi utenti e pochi scambi. Eppure poter riciclare gli accessori dei bambini è un gran risparmio. Il sito usa un meccanismo simile a quello di Reoosed.it, Registrarsi e inserire annunci è gratuito, il baratto avviene attraverso un sistema di crediti, in modo che non non sia necessaria una risposta dall'offerente. La registrazione fa ottenere già alcuni punti, ma nel caso non si abbia più credito è possibile acquistare direttamente gli oggetti. Le spese per la transazione che verranno adebitate al venditore sono pari a un euro per importi fino a 30 euro e del 3,5% per importi superiori.

7. Condividere l'auto e risparmiare sulla benzina
Il carsharing si è diffuso in tutto il mondo e i vantaggi sono noti: dividere i costi del viaggio e abbattere i costi ambientali del trasporto su gomma. In Europa il portale più conosciuto è Roadsharing.com, nato da un'agenzia di comunicazione di Firenze è divenuto famoso quando l'eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökull ha bloccato gli aerei di mezzo Continente.
ROADSHARING.COM. Su Roadsharing.com sia gli automobilisti sia gli autostoppisti possono segnalare il loro percorso o selezionare un viaggio già postato online ed entrare così in contatto con chi l'ha offerto, senza pagare un euro. Il sito permette di controllare chilometri da percorrere e le emissioni inquinanti di un viaggio. Ogni utente, poi, riceve un feedback cioè un giudizio da parte degli altri che va a costruire la sua reputazione sulla piattaforma,
CARPOOLING.IT. Carpooling.it, invece, è specializzato nei viaggi sul territorio nazionale. Sul portale si possono visionare gli itinerari postati nelle ultime quattro settimane. Ma per prenotarne uno è prima necessario contattare telefonicamente l'automobilista. Prima di accettare, inoltre, il sito permette di calcolare il prezzo del viaggio in base al numero dei passeggeri.
In Italia il carsharing è utilizzato molto più dalle aziende e percentualmente poco diffuso tra i privati. Una soluzione per invogliare gli italiani a condividere l'auto, potrebbe essere un servizio come quello offerto dalla piattaforma americana Zimride: una sorta di Facebook del carsharing, in cui le vetture possono essere condivise in gruppi ristretti di persone.




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